lunedì 4 novembre 2013
martedì 20 agosto 2013
20 agosto 2013 - 70° anniversario del bombardamento di Aversa
Nei primi tre anni di guerra Aversa, nonostante la presenza di varie infrastrutture di interesse militare, fu immune da bombardamenti, probabilmente anche a causa dell’esistenza sul territorio cittadino dei due vasti complessi sanitari dell’Ospedale Militare Alessandro Mussolini dell’Ospedale Psichiatrico Santa Maria Maddalena. Si diffuse anche la convinzione popolare che la città sarebbe stata risparmiata da attacchi aerei grazie all’intercessione dei parenti del famoso colonnello Stevens di Radio Londra che dimoravamo ad Aversa. Ma purtroppo nessuna protezione, né reale né presunta, fu utile a salvare la città quando nell’estate del 1943, dopo la destituzione di Mussolini, gli anglo-americani tentarono la spallata definitiva sul fronte italiano col duplice intento di fiaccare le residue intenzioni di resistenza da parte dell’Italia e indurre il nuovo governo Badoglio alla capitolazione e di impedire alle forze tedesche sulla penisola, già in ritirata dalla Calabria, di organizzare un efficace dispositivo di difesa. In questo periodo emerse la rilevanza di Aversa nel quadro strategico più ampio che vedeva i tedeschi operare a nord di Napoli per disporre di forze sufficienti sia per la difesa del capoluogo che per contrastare un eventuale sbarco sul litorale Domizio. In questa ottica i due scali ferroviari della città, quello civile e quello merci situato nell’attuale territorio di Gricignano, costituivano un importante snodo per il transito di truppe e materiali tra l’area di Napoli e la linea di resistenza approntata sul Volturno.
Dopo che alcune azioni di bombardamento sui paesi vicini l’avevano soltanto lambita, causando però alcune vittime nel mese di luglio, la prima incursione aerea colpì Aversa nella giornata del 20 agosto del 1943, in una calda giornata di fine estate nella quale gli aversani facevano i conti con le ristrettezze del momento e le incertezze dell’avvenire a meno di un mese dalla fine del regime fascista, a sganciare le bombe, in pieno giorno, furono bombardieri americani del tipo B-17 e B-26 della Northwest African Strategic Air Force un comando aeronautico costituito in Tunisia appositamente per supportare l’invasione dell’Italia. Nella stessa giornata si susseguirono ben tre distinte azioni di bombardamento a partire dalle 11.00 del mattino, nel corso della prima venne centrata la stazione ferroviaria che fu completamente sventrata mentre danni minori interessarono la linea ferroviaria che non fu interrotta ma le bombe causarono l’esplosione di un carico di munizioni allora presente in stazione e la morte di una quarantina di soldati italiani e tedeschi. Le successive incursioni invece interessarono lo scalo merci subito a nord della città, che subì soltanto lievi danni, e la zona del distretto militare che però non fu colpito mentre una bomba centrò la vicina chiesa di San Biagio scoperchiandola ed alcuni ordigni di minore portata caddero non lontano dal duomo provocando solo lievissimi danni. Più ingenti invece i danni riportati dalla sede del Comune e dal macello cittadino, ma fortunatamente furono soltanto due le vittime civili della giornata. Assai diffusi invece i danni alle abitazioni civili: danneggiato seriamente il Molino De Simone, scoperchiati molti tetti tra via Diaz e piazza Vittorio Emanuele III, danni anche al quartiere Savignano. Da quel giorno gli aversani impararono a convivere col terrore delle bombe e la nenia delle sirene antiaeree e riscoprirono le antiche cavità del sottosuolo cittadino che vennero rapidamente riadattate a rifugi ma molti ritennero di fuggire nelle grotte nei dintorni di Napoli per sottrarsi alla furia delle fortezze volanti.
Salvatore de Chiara
martedì 25 giugno 2013
Ad Aversa il Museo Militare
Nasce ad Aversa, grazie alla collaborazione tra l'Associazione Gioventù Aversana, l'Associazione del Fante e l'Amministrazione Comunale il Museo Civico di Storia Militare. Il museo, ospitato nei locali dell'ex Macello, raccoglie la ricca collezione di cimeli e documenti raccolti in oltre sessant'anni dalla gloriosa sezione "Carmine Marino" dei fanti aversani ed espone alcuni prestiti di collezioni private arrivando ad abbracciare un arco temporale che va dall'epoca risorgimentale fino agli anni '80 del XX secolo. L'intero progetto è stato realizzato dai volontari di GA col fondamentale apporto del sindaco Sagliocco che ha garantito la messa a disposizione ed il riattamento degli spazi. Attualmente il curatore è Salvatore de Chiara, giornalista ed esperto di storia militare. Il museo, che sarà inugurato a breve, offre però dal mese di luglio la possibilità di visite sperimentali con aperture straordinarie, per info gioventuaversana@virgilio.it - milit.salva@libero.it
martedì 26 marzo 2013
Dignità
Tutta l'associazione Gioventù Aversana esprime la massima solidarietà dei suoi iscritti ai fucilieri di marina Girone e Latorre ed alle loro famiglie colpite dal dramma una vicenda tragicomica nella quale, essi soltanto, sono rimasti esempio di dignità a fronte del comportamento inadeguato e buffonesco dei membri del governo italiano.
martedì 5 febbraio 2013
lunedì 31 dicembre 2012
Menomale, perchè...
Il governo è Monti è finito. E menomale! Ministri, tecnici e ministranti termineranno in anticipo il loro mandato dedicandosi all'ordinaria amministrazione e non alla straordinaria distruzione. Il merito di aver posto fine all'opera dei tecnocrati va a Silvio Berlusconi, e allora: meno male che Silvio c'è! E' finita, fortunatamente, la pericolosa subalternità politica del governo italiano nei confronti della politica economica tedesca ed è terminata l'innaturale alleanza politica con i paesi nordeuropei, così lontani dalle esigenza, dalla tradizione e dalla naturale collocazione mediterranea dell'Italia. La fine del "governo dei tecnici" ha ridato spazio e spessore al ruolo della politica che è tornata a discutere di programmi, di alleanza, di identità, lasciando momentaneamente da parte tagli e spread. Sono salve anche le province che i professori volevano riformare e che invece, per qualche anno almeno, rimarranno al loro posto. Le province sono l'espressione delle istituzioni più prossima ai territori, sono il riferimento più vicino agli amministrati e, se fossero dotate di adeguati strumenti e risorse, da reperire magari abolendo le regioni, potrebbero svolgere efficaciemente il ruolo di raccordo fra lo stato centrale e le realtà locali. Le fine del governo le ha salvate, e menomale! Anche il famigerato spread, arma di ricatto dell'Europa e della finanza speculativa sul governo italiano, sembra aver beneficiato della fine dell'era Monti, passando dai 351 punti del 10 dicembre agli attuali 290 in soli venti giorni. Che forse forse il ruolo dell'esecutivo sia del tutto irrilevante ed i mercati fanno comunque quelle che vogliono?
Le tasche degli italiani sono più leggere ma nessun miglioramento si è registrato nella vita del paese, e allora, dal momento che qualcosa di buono i tecnici l'hanno fatta solo andando via, menomale che è finita!
Le tasche degli italiani sono più leggere ma nessun miglioramento si è registrato nella vita del paese, e allora, dal momento che qualcosa di buono i tecnici l'hanno fatta solo andando via, menomale che è finita!
giovedì 20 dicembre 2012
Aversa, Immagini di una Storia
Mostra fotografica con immagini d'epoca sulla storia cittadina organizzata dal gruppo Amici per Aversa.
Presso il salone del complesso San Francesco in piazza Don Diana - sabato 22 dicembre, inaugurazione ore 17.30 con degustzione di prodotti tipici, chiusura ore 22.00 - domenica 23 dicembre, ore 10.00-13.00 / 17.00-22.00
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