Nella mattinata di sabato 26 aprile il Civico Museo di Storia Militare di Aversa sarà inaugurato ufficialmente dal sindaco della città normanna Giuseppe Sagliocco e dal presidente dell'Associazione Gioventù Aversana Salvatore de Chiara. Dopo un lungo periodo di chiusura necessario ad effettuare urgenti lavori di manutenzione il museo riaprirà nuovamente i battenti mostrando le proprie collezioni riorganizzate ed arricchite. Ospitato nei locali del centro "Caianiello", presso l'ex macello comunale, il museo nasce dalla collaborazione tra l'associazione Gioventu' Aversana ed il Comune di Aversa per recuperare e valorizzare il patrimonio documentale e di cimeli storici custodito dalle associazioni d'arma della città. In particolare il museo raccoglie al momento reperti provenienti in gran parte dalla raccolta della ass. Naz del Fante e da alcuni collezionisti privati, offrendo un panorama sulla "storia con le stellette" che va dal periodo risorgimentale fino alla fine del '900. Si tratta di un importante presidio di storia per la città di Aversa, inpegnato a riscoprire e far conoscere uno degli aspetti meno conosciuti della nostra comunità locale.
mercoledì 23 aprile 2014
mercoledì 12 marzo 2014
La vera storia del brigante Curcio
Secondo ricorrenti didascalie di questa foto, ripresa in diversi testi, il personaggio morto o moribondo ritratto nel mezzo sarebbe il brigante Curcio, personaggio che, secondo certe interpretazioni “alternative” degli eventi verificatisi nelle province del sud Italia nel periodo risorgimentale, sarebbe stato nativo di Aversa e si sarebbe opposto in armi alle truppe italiane finendo poi fucilato ed esposto come monito nel 1870. Sulle ali di un male interpretato sentimento di orgoglio meridionalista si sono moltiplicate, negli ultimi anni, le ricostruzioni tendenti distruggere la consolidata storiografia risorgimentale e così, nell’ottica di chi vede garibaldini e piemontesi come una banda di predoni calati a rapinare il ricco meridione, quelli che all’epoca furono chiamati briganti, e che in massima parte furono effettivamente criminali comuni, divengono puntualmente eroici difensori del popolo. Anche ad Aversa ci si è affrettati a scegliersi il proprio “paladino brigantesco” rivendicando l’aversanità di tale Antonio Curcio ed attribuendogli mirabolanti imprese ed fine una gloriosa sulla quale è però il caso di fare piena luce.
In realtà si è trattato di un equivoco generato dalla confusione di nomi e date in cui sono caduti diversi autori, ma è stato sufficiente un controllo presso l’archivio storico fotografico Alinari ed una più attenta lettura delle fonti d’epoca per chiarire l’identità e la provenienza del famigerato brigante. Antonio Giuseppe Jovine, detto “Curcio”, nacque in un luogo imprecisato nelle campagne tra l’acerrano e il nolano in una famiglia di contadini. Intorno al 1860 dopo alcuni furtarelli di ortaggi e frutta in diverse masserie di Acerra si diede alla macchia facendosi arruolare nella banda dei fratelli La Gala, responsabile di rapimenti e rapine tra Nola e le montagne attorno a Cervinara dove i banditi avevano il loro principale rifugio. Dopo un fallito tentativo di alleanza con il più noto e potente capobrigante del meridione, Carmine Crocco, la banda La Gala tenterà di imitarne la tattiche dando l’assalto ad interi municipi e sfidando in campo aperto le truppe governative dalle quali fu ripetutamente battuta finendo per frazionarsi in formazioni più piccole all’inizio del 1862. Fu in questo periodo che Curcio emerse come capo autonomo radunando un piccolo numero di briganti delle bande maggiori e continuando la pratica delle estorsioni, dei furti e dei rapimenti a scopo di riscatto nei dintorni di Acerra, riuscì a sfuggire più volte alla cattura grazie ad una rete di protettori ed informatori, anche all’interno delle forze di polizia, che egli stipendiava regolarmente. Furono propri due suoi ex fiancheggiatori militi della Guardia Nazionale, i fratelli Mugnolo di Acerra, che lo tradirono temendo che l’arresto di un loro parente potesse svelare la loro complicità con i briganti e sperando di incassare la taglia che pendeva su Curcio, il 2 novembre 1864 organizzarono dunque una trappola presso il suo rifugio abituale e lo pugnalarono ripetutamente, quindi, credutolo morto, ne uccisero la compagna Angela Zimaldone e corsero a denunciare l’accaduto per intascare la ricompensa.
Curcio, benché gravemente ferito, sopravvisse il tempo sufficiente per essere arrestato e fotografato vivo da un reparto di bersaglieri e guardie nazionali al comando del Maggiore Annibale Manlio al quale confessa i nomi dei propri complici divenuti suoi assassini che verranno condannati ai lavori forzati nel 1865. Il brigante morirà per le ferite dopo tre giorni di agonia il 5 novembre 1864. Questa è stata la storia di un criminale comune che nulla ebbe di eroico e che, malgrado certe superficiali attribuzioni, nulla ebbe a che vedere con Aversa.
Salvatore de Chiara
bibliografia
- Pasquale Cicchella, Il brigantaggio post-unitario nella campagna acerrana, Artéria Edizioni, 2006
- Giuseppe Viola, I ricordi miei, Acerra 1906
- A.S.C., Fondo processi politici, Tribunale S. Maria Capua Vetere
lunedì 3 marzo 2014
Gioventù Aversana è una soltanto
A seguito di diverse segnalazioni e richieste di chiarimenti giunteci ci preme precisare che il gruppo "Giovani Aversani", recentemente apparso su alcuni social media, non è in alcun modo collegato all'ODV Associazione GIOVENTU' AVERSANA e non ha alcun legame con essa. Si rammenta inoltre che l'appellativo "giovani aversani" è correntemente usato dai soci dell'Associazione sin dalla sua fondazione. Per ogni sua iniziativa l'Associazione GIOVENTU' AVERSANA utilizza sempre e soltanto il proprio nome ed il proprio simbolo e non svolge alcuna attività in forma anonima, invitiamo tutti gli aversani a prestare attenzione ed a non cadere in errore.
sabato 8 febbraio 2014
10 febbraio: NON SCORDO!
In occasione del “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo degli istriano-fiumano-dalmati, il Comitato 10 Febbraio – Aversa, rinnoverà la sua commemorazione del martirio delle genti giuliane con una fiaccolata che, muovendo dalla chiesa dell’Annunziata alle ore 18.30, percorrerà via Roma per giungere poi al Parco Pozzi, ove verrà deposto un omaggio floreale all’ingresso di quello che fu il campo profughi baraccato di Aversa che dalla fine della seconda guerra mondiale fino agli anni ’70 ospitò proprio gli esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia. L’iniziativa, promossa in primis dall’associazione Gioventù Aversana, vuole farsi carico di perpetuare il dovere del ricordo di una delle pagine più tragiche e troppo a lungo nascoste della storia nazionale, nella quale Aversa ha avuto un importante ruolo di accoglienza.
lunedì 30 dicembre 2013
Torna in edicola il VARIANTE
Torna nelle edicole aversane IL VARIANTE, il secondo numero speciale del giornale edito dall'associazione Gioventù Aversana sarà disponibile dal 30 dicembre. All'interno, tra gli altri, articoli di Paride Pellegrino, Salvatore de Chiara ed una toccante poesia di Rita Venditto per un progetto editoriale e comunicativo che si rinnova restando fedele alla propria identità.
lunedì 23 dicembre 2013
Buone Feste!
Il presidente e tutti i soci dell'associazione Gioventù Aversana augurano ai lettori di questo blog un felice Natale ed uno splendido anno nuovo.
domenica 24 novembre 2013
Che fretta c'era?
Tra meno di cinque giorni il senato voterà sulla decadenza di Silvio Berlusconi, concludendo la lunga parabola politica del leader del centrodestra che dovrà così rinunciare al proprio ruolo a seguito della sentenza di colpevolezza sulla vicenda diritti tv Mediaset. Il voto è conseguenza della legge Severino che, approvata a furor di popolo lo scorso anno, sanziona con la decadenza dalle cariche elettive i condannati con pene superiori ai due anni e Berlusconi, condannato in via definitiva a 4 anni per frode fiscale, ricadrebbe sotto le prescrizioni della norma. La vicenda però si incrocia con percorsi paralleli, poichè, se da un lato la difesa del cavaliere sostiene l'incostituzionalità della applicazione retroattiva della Severino per la quale è pendente un ricorso innanzi alla Corte per i Diritti dell'Uomo di Strasburgo, dall'altro, a Berlusconi è già stata comminata una interdizione di due anni dai pubblici uffici quale pena accessoria per la stessa sentenza per frode fiscale sui diritti tv.
Si è allora di fronte ad un assurdo, in base al quale si sta per andare a votare sulla decadenza di un senatore che in ogni caso sarà dichiarato interdetto tra gennaio e febbraio, salvo ulteriori appelli. Ma se l'interdizione porterà autonomamente all'uscita di Silvio Berlusconi dal parlamento non si comprende la fretta che il principale alleato di governo del fu PDL, il Partito Democratico, ha avuto nella gestione dell'intera vicenda. La discussione in giunta per le immunità è stata portata avanti a tamburo battente, senza consentire ritardi, con una calendarizzazione della discussione in aula imposta entro la fine di novembre con la inconsueta modalità del voto palese in luogo di quello segreto. Eppure è evidente il motivo per il quale, senza attendere ulteriori pronunce, senza richiedere pareri agli organi di giustizia europei, il PD e il movimento 5 Stelle si apprestano ad espellere il senatore Berlusconi dal parlamento: il motivo risiede in una sorta di peccato originale di cui, secondo l'elettorato di riferimento democratico e grillino, sarebbe macchiata la storia politica berlusconiana. Egli è da sempre stato considerato "indegno" di sedere tra i banchi del parlamento, il pur ampio consenso elettorale di cui ha sempre goduto è sempre stato considerato spurio, illegittimo, poichè quei voti, sempre secondo la vulgata sinistroide-democratica-travagliana, sono stati ottenuti con le menzogne, con l'appoggio della mafia, con la narcotizzazione e la manipolazione delle coscienze attraverso il controllo dell'informazione e attraverso i modelli propinati dalle sue reti televisive. I voti di Berlusconi sono sempre stati considerati meno degni di essere rappresentati rispetto agli altri, voti senza valore, che facevano dell'esponente di centrodestra un perenne abusivo nell'immaginario dell'elettorato antiberlusconiano. E' dunque una occassione troppo ghiotta per non essere sfruttata, per la prima volta il PD, dopo anni di delusioni, può superare il proprio complesso di frustrazione di fronte al nemico Berlusconi, per la prima volta, dopo tante sconfitte sfuggite di mano quando sembravano già acquisite, la fine del "tiranno" dipende soltanto dal suo voto, senza più attendere le bizze di un popolo che per la dirigenza piddina è ignorante e traviato. Potrà finalmente presentarsi innanzi al suo elettorato brandendo la testa del nemico sconfitto (quello che probabilmente sarà l'unico risultato di questa travagliata e abulica legislatura).
Si realizzerà così il sogno proibito coltivato da due decenni da girotondini, antagonisti, democrats, grillini, viola e arancioni, volenterosi e intellettuali radical chic: la cacciata di Berlusconi. Potranno finalmente festeggiare la "liberazione" e gridare al tiranno imbonitore: "qui i tuoi voti comprati non valgono, fuori da qui razza di malfattore! Noi che siamo legittimati ad essere eletti ti espelliamo e ti additiamo alla pubblica indignazione!"; questa in sostanza è la motivazione di tanta fretta, la pretesa illegittimità originaria della presenza di Berlusconi in parlamento. Nel mentre la finanziaria arriva in aula col suo carico di batoste agli italiani, parlamento e opinione pubblica si accaniranno nel maramaldesco tentativo di uccidere un uomo ormai politicamente finito.
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